Un po' di Storia

Già alla fine dell’800 il nonno Prospero produceva vino nel podere di Ghiarda (Villa Rivalta) distribuendolo nella vicina Reggio.

Ai primi del ’900, tre dei suoi dodici figli, Giovanni, Angelo e Luigi, avviavano l’attività di imbottigliamento, mentre ormai da 60 anni l’azienda commercializza solo vini già confezionati in bottiglie e damigiane provenienti da tutta Italia.

Fra i vari attestati ricevuti, è conservata una Medaglia d’Oro ricevuta alla storica mostra “ ESPOSIZIONI RIUNITE INDUSTRIA AGRICOLTURA INVENZIONI MODERNE” del 1911 a Roma.

Durante questo secolo di attività, la cantina Cucchi ha visto e vissuto in prima persona l’evoluzione della commercializzazione e distribuzione del vino.

Agli inizi del 900, questo veniva confezionato in botti e barili di legno, damigiane e bottiglie.

Dette bottiglie, in vetro soffiato, venivano trasportate in casse da 50 pezzi, per un peso lordo che poteva raggiungere il quintale.

Per le spedizioni ci si serviva spesso della ferrovia, e in quel caso le bottiglie venivano stipate in sacchi di iuta, coricate in strati sovrapposti e incrociati da 4 e 3 pezzi, intercalati da paglia per evitare la rottura.

In seguito, le casse diventarono da 25 bottiglie, sostituite poi dai cestelli da 12, dapprima in ferro poi in plastica.

Attorno al 1920-1925 il valore di una bottiglia di vino (come risulta dai nostri registri storici) era circa di una lira, ed altrettanto costava la bottiglia vuota, era pertanto indispensabile recuperarla per riutilizzarla.

Negli anni 30-40, cominciarono ad arrivare dal Piemonte e dalla Toscana i primi vini “vetro a perdere”, e si videro i primi cartoni, contenitori che attualmente sono utilizzati dalla maggioranza degli imbottigliatori.

Un tempo sul vino si pagava il “Dazio”, ora sostituito dall’I.V.A. e fino al 1950, per le bottiglie senza etichetta, il Dazio pagato era inferiore rispetto a quelle etichettate.

Non esistendo una normativa specifica, spesso sulle etichette, quando c’erano,  risultava solo il nome del vitigno. Diluite nei decenni seguenti, sono arrivate susseguenti disposizioni che hanno imposto, a partire dalla denominazione “vino”, per finire all’ultima “contiene solfiti”, diciture che hanno fatto di ogni etichetta una vera e propria carta di identità.

Oggi infatti, su ogni btg. possiamo trovare una bella etichetta, col nome del vino (se ne vedono di bellissime, frutto di studi approfonditi), e la controetichetta con sopra indicati gli uvaggi che lo compongono, la denominazione (doc igt ecc.), la capacità, la gradazione, il produttore, il n. del registro di imbottigliamento, il lotto,la vendemmia, gli abbinamenti,e financo i consigli per la conservazione.

La produzione di vino, che fino agli anni ’50 faceva dei Cucchi tra i principali produttori della zona, è stata sostituita da quella dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia: un prodotto per intenditori, con una lavorazione lunga e difficoltosa, che ha portanto all’Azienda numerosi riconoscimenti.

La lenta trasformazione non ha tuttavia costretto la casa vinicola ad abbandonare il vino che resta tuttora il prodotto principale offerto dall’Azienda, grazie ad un’intensa attività di vendita nel territorio reggiano.

Dalla vecchia cantina “anni Venti” è stata infatti ricavata un’accogliente enoteca che propone un grande assortimento di vini italiani provenienti da ogni parte dello stivale: dalla produzione vinicola del Centro Nord l’Azienda propone, oltre ad un vasto assortimento di vini in bottiglia, anche una ricca selezione di vini in piccole damigianette da 23 litri e Bag in Box da 5 Litri.

Il locale di Baragalla offre, al piano terra, uno spazio dedicato alla mostra, ai vini in cestelli, alle damigiane e ai prodotti in vendita mentre la suggestiva cantina sotterranea è invece il luogo ideale per la conservazione di vini da invecchiamento e bottiglie prestigiose.

Purtroppo oggi Lamberto non c’è più ed il timone dell’Azienda (Cucchi Lamberto Eredi) viene trainato dalla moglie Luisa e dal figlio Pierluigi.

A Gennaio del 2012 all’Azienda è stato riconosciuto il Titolo di “Impresa Storica d’Italia”.

 

Per cento anni a Reggio Emilia la Cantina Cucchi e il vino sono stati un bel binomio e il riconoscimento raggiunto per i 100 anni di attività, non viene considerato un traguardo, ma un giro di boa in un mare di vino.

Auguriamoci vento in poppa per il prossimo secolo!!!